Il mistero della Chiesa di Santa Maria del Popolo

Oggi vi parlerò di una Chiesa che ho avuto la fortuna di apprezzare solo quest’anno, avvolta da un mistero che, a mio avviso, la rende uno dei monumenti  più affascinanti della Città Eterna.

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Secondo molti ricercatori il nome deriverebbe dall’epoca imperiale, quando Nerone fece piantare in quella zona un boschetto di pioppi. Il nome “Popolo” deriverebbe quindi dal latino popolus, ovvero pioppo. Alcuni però obiettano che il pioppo non fosse ancora conosciuto a Roma all’epoca di Nerone.
Nei corso dei secoli si diffuse un’altra teoria, più folcloristica, sempre legata a Nerone. Secondo i racconti medievali, l’imperatore fu sepolto al centro della piazza ed in suo ricordo era stato piantato un albero di noce. Le ossa di Nerone attiravano spiriti e demoni che, nel corso della notte, spaventavano i romani residenti nei paraggi.
La zona era considerata dannata e quando il flagello divenne intollerabile il popolo chiese aiuto al Papa. Era il 1099, il Pontefice Pasquale II prescrisse come misura curativa tre giorni di digiuno. Egli si ritirò a pregare in clausura e durante una veglia gli apparve la Madonna che gli suggerì la soluzione: l’unico modo per liberare la zona dai demoni era abbattere il noce, disseppellire Nerone, bruciare le ossa e disperderle nel Tevere.
La terza domenica dopo i tre giorni di digiuno Pasquale II fece quanto suggerito dalla Vergine, liberando per sempre la piazza dagli spiriti demoniaci. Su richiesta del popolo, dove prima sorgeva l’albero di noce, sorse una cappella commemorativa dedicata a Maria.
Nel 1472 Papa Sisto V la sostituì con l’attuale chiesa, che prese il nome di Santa Maria del Popolo (dal latino populus = popolo) in ricordo della volontà del popolo che si era prodigato per avere un santuario che ricordasse l’allontanamento dei demoni.
Curioso anacronismo sull’arco che sovrasta l’altare maggiore: in uno dei bassorilievi é ritratto Papa Pasquale II che abbatte l’albero di noce circondato dalle guardie svizzere, nonostante la Guardia Svizzera sia stato istituita solo 400 anni dopo, nel 1505.

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Intervista a Chiara Biasi, la blogger più cliccata del momento!

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Non chiamatela fashion blogger, Chiara Biasi 20 anni di Pordenone, perchè non si sente tale, il suo è più che altro un lifestyle blog dove racconta di sè e della sua vita, la parte che vuole rendere pubblica e condividere con tantissimi utenti. Il suo diario sul web conta infatti quasi 60.000 fans su Facebook, 50.000 visualizzazioni al giorno, insomma è tra i blog più cliccati di Italia.

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E’ inutile nascondere la curiosità da parte di addetti o meno ai lavori, insiders e outsiders della moda di fronte a tanta popolarità. Sono sempre di più le ragazze che attraverso il web ed il loro blog riescono, in qualche modo, a diventare delle vere e proprie influencers del settore moda. La voglia di scoprire da dove sono partite e dove sono arrivate, capire il loro approccio al web e la consapevolezza di essere spesso facili bersagli di critiche e giudizi ci ha spinti a chiedere alla diretta interessata, cosa significa essere una blogger di “successo”. Ecco cosa ci ha risposto:

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Chi è Chiara Biasi vista da Chiara Biasi? Una pazza…perchè oggigiorno ho il coraggio di essere me stessa: sono Libera.

Chi è Chiara Biasi vista dal web? Me lo chiedo spesso! Penso mi vedano come una ragazza molto fortunata…

Com’è cambiata la tua vita dall’apertura del blog ad oggi? Le mie giornate sono sempre più piene e ho molti contatti nuovi ogni giorno, provenienti da qualsiasi parte d’Italia e del mondo. Questo mi fa crescere davvero un sacco! Per il resto? Il solito tran-tran…

Pensavi di avere tutto questo successo e secondo te qual è il segreto per averlo (se c’è ne uno), essere belle può essere uno di questi? Io non penso di avere successo! Penso di aver appena iniziato un iter lavorativo che fortunatamente mi sta già dando dei risultati, e questa cosa mi riempie di gioia, ma il percorso è ancora lungo. Non penso che la bellezza possa essere un elemento che garantisce il successo o meno di un personaggio, ma ritengo che la gente capisca il valore che le dai e che anche da quel fattore sviluppi una sua opinione. Il fatto che io sia sempre struccata e al naturale, secondo me, fa sentire le ragazze più vicine a me…questo sì, posso ritenerlo un elemento “di successo”, perchè siamo TUTTI uguali, e se qualcuno si sente “di più” e fa “il vip” prima o poi viene “punito”. L’umiltà è una dote rarissima ma per me FONDAMENTALE.

Quali sono gli aspetti più positivi di questa notorietà? Tutte le persone che mi fermano e mi mandano centinaia di mail ogni giorno, mi permettono di conoscere mondi diversissimi dal mio! Di aiutarle ma anche di farmi (inconsciamente) aiutare. Cresco molto più velocemente da quando sono a contatto così tanto e con così tante persone, che sono miei coetanei, gente molto più grande, proveniente da qualsiasi spaccato sociale….insomma adoro questa parte del mio lavoro!

Quali quelli negativi? Sei sovra-esposta…e questa cosa è bella odiosa. Fa parte del mio lavoro sì, ma colpisce spesso le persone che mi circondano e quelle che amo, e questo mi dispiace davvero…

C’è mai stato un momento in cui hai pensato di chiudere il blog? Se sì perchè? Una volta al mese mi arrabbio e lo dico ahahaha poi mi calmo e riparto più carica di prima! Il perchè? Penso a quanto sono fortunata, a quante cose ho, al fatto che sono nel giusto e nella verità…e anche se leggo cattiverie inventate mi faccio una grossa risata e fine.

Pensi ci sia competizione tra le blogger? Tantissima. Come in ogni lavoro, ancor più perchè la maggior parte sono giovani e donne 🙂 per fortuna l’invidia è un sentimento che non conosco, e se vedo una blogger più brava e competente di me la stimo e ciò mi sprona a migliorarmi.

Quanto tempo dedichi al blog durante il giorno? 16 ore!

Vediamo spesso immagini di te con il tuo fidanzato (Oscar Branzani, calciatore dell’ A.S. Andria n.d.r), non hai paura di esporre troppo la tua vita privata e a chi lo pensa cosa rispondi? Assicuro che quello che sta online su di me è il 30% della mia vita, io sono riservata…e sono riuscita a creare il giusto equilibrio tra “Chiara-persona” e “Chiara-blogger”, anche se naturalmente ho ancora molto da imparare e nel quale migliorarmi.

Il blog ti ha dato la possibilità di farti conoscere sul web, ma quali sono i tuoi progetti per il futuro, considerando che sei giovanissima? Tanti.. e per fortuna ad aiutarmi ho il mio manager e NeWcO la sua agenzia, che mi seguono passo passo… ma per ora non posso svelare nulla!

Per chi volesse intraprendere il tuo stesso percorso cosa consigli di fare e cosa no? Di iniziare come fosse un gioco…e se va, va! Per me è stato così.

Come ti vedi tra dieci anni? Con una bella famiglia…e felice!

Fonte: Excite moda&bellezza

Paesaggi mozzafiato!

A volte per scegliere il viaggio della vostra vita basta guardare foto come queste: paesaggi memorabili che solo a guardarli fanno venir voglia di essere lì, respirare quell’aria, sentire i profumi, le melodie, il calore di quelle terre… Oggi selezionerò per voi 15 tra i paesaggi più belli del mondo, città, paesaggi, luoghi che per storia, bellezza artistica, habitat naturalistico sono unici! Preparate le valigie amici…. si parte!!

Le Cascate del Niagara

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Foresta amazzonica, Brasile.. 

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Crater Lake, Oregon…

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Cliffs of Mother, Irlanda…

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Perth, Australia…

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Gran Canyon, Arizona, USA…

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India…

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Turchia…

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E molti, molti altri ancora…

Voi dove andreste in questo momento?

Donne, riacquistiamo un po’ di fiducia in noi stesse…in fondo nessuno è perfetto!

Mai come in nessun altro periodo nella storia dell’umanità, la bellezza esteriore è diventata fondamentale. Studi dimostrano che le persone di bell’aspetto ottengono non solo più vantaggi nella vita sociale, ma in media, addirittura, guadagnano di più dei colleghi “diversamente belli” (volendo usare un termine politically correct).Siamo costantemente bombardati da mutevoli canoni di perfezione, sempre impeccabili, complici anche le nuove tecnologie del foto-ritocco. Ma cosa accade quando questa magia digitale svanisce? Ecco la gallery che vi restituirà la fiducia che, tutto sommato, un po’ meritate. Nessuno è perfetto!

#13. Beyoncé

17 Mesmerizing Before & After Photoshop GIFs

#12. Megan Fox

17 Mesmerizing Before & After Photoshop GIFs

 #11. Katy Perry

17 Mesmerizing Before & After Photoshop GIFs

 #10. Britney Spears

17 Mesmerizing Before & After Photoshop GIFs

Questa però non era poi così difficile da immaginare!

#9. Madonna

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 #8. Brittany Murphy

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 #7. Lady Gaga

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 #6. Angelina Jolie

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#5. Kim Kardashian

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 #4. Kelly Clarckson

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 #3. Faith Hill

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#2. Eva Mendes

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 #1. Penelope Cruz

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Strade Pericolose

Buonasera amici! Oggi vorrei parlarvi di un argomento che a primo impatto potrà sembrarvi ripetitivo, stra-sentito in tv o in radio, eppure, che ci piaccia o no, sono sempre troppi i giovani che perdono la vita a causa di incidenti stradali. Anche in una piccola realtà come quella di un paesino vicino il mio, Conza della Campania, nel giro di pochi mesi sono già 3 i giovani che non ce l’hanno fatta.

Natalie Ciccone alle 19,30 di sabato 30 marzo stava andando a Lioni per comprare l’uovo di Pasqua al suo ragazzo, quando l’incidente ha avuto luogo . Nel pomeriggio, dopo l’autopsia, la salma della giovane è stata restituita alla famiglia. Il carro funebre è arrivato a Conza, in un paese annichilito dal dolore. Un silenzio irreale: come se ogni strada, ogni casa, ogni albero, ogni cosa avesse percepito la tragedia e la disperazione della famiglia Ciccone. Centinaia le persone che si sono recate a dare l’ultimo saluto a Natalie. La bara era scoperta, il suo viso ancora bello, i suoi cari hanno potuta vederla per l’ultima volta. Scene strazianti. Per tutta la notte familiari ed amici l’hanno vegliata, hanno pregato, come avevano fatto lungo le rive dell’Ofanto, nel buio, quando ancora non c’era il corpo….

E’ la notte del 15 maggio quando una Volkswagen Golf con a bordo 4 ragazzi è sbandata finendo contro un muretto che delimita la carreggiata. Due di loro hanno perso la vita, gli altri sono gravemente feriti.

Io credo che ognuno di noi abbia un destino già scritto…6 anni fa anche mia madre ha perso il controllo della macchina mentre percorreva quella strada, eppure lei non correva. Con questo, però, non voglio giustificare coloro che superano i limiti o addirittura si mettono alla guida in stato di ebrezza… (non è il caso dei ragazzi sopra citati!)

Vi chiedo solo di pensarci due volte prima di mettervi su una carreggiata, pensate a voi, alle vostre famiglie, agli amici, a chi vive per voi…spesso noi giovani non facciamo caso a queste cose, basta un attimo che può trasformarci la vita o distruggerla!

Mi unisco al dolore di tutta la comunità e di tutti coloro che hanno perso i propri figli/amici/parenti in un incidente stradale.

Addio angeli…

http://www.youtube.com/watch?v=i75e3QKSHaA

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Le mete in cui è possibile vivere con 500 euro al mese!

Ebbene sì,sembra sia possibile… basta sapere in quali paesi avventurarsi. Le nazioni più economiche al mondo si trovano, per la maggior parte, in Asia e in Sud America ma, cercando bene, è possibile rintracciare anche qualche meta in Europa.

 In Asia

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Fino a poco tempo fa la Tailandia era considerata uno dei Paesi più a buon mercato, ma nel giro di qualche anno le cose sono cambiate. Certo, questo meraviglioso paese dalle incantevoli spiagge e dai cibi a prezzi stracciati è ancora una meta di tutto rispetto ma, considerando le difficoltà che si possono incontrare per ottenere un visto permanente e il “rincaro” del costo della vita, la Thailandia non è più il paradiso a buon mercato che molto spesso si pensa. Anche l’Indonesia, nazione dal costo della vita certamente affrontabile, è un paese complicato per chi ha intenzione di ottenere un visto o acquistare proprietà. Laos e Cambogia, invece, dove è possibile pagare meno di 300 euro di affitto al mese e dove acquistare proprietà è burocraticamente meno complicato, meritano di essere presi in considerazione rispetto a Tailandia ed Indonesia. Ad ogni modo, la Malesia rimane – per ora – la migliore nazione dove scegliere di trasferirsi sia per via del costo della vita, affittare un appartamento o una stanza non può costare più di 250 euro al mese, mangiare fuori ha un prezzo che si aggira intorno ai 2 euro e acquistare un immobile è possibile con meno di 100.000 euro, sia per il livello di assistenza sanitaria e servizi sociali.

 In Europa

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L’Europa è tuttora avvolta dalla crisi economica e dal contemporaneo rincaro dei prezzi quindi sembra davvero impossibile trovare qualche nazione in cui poter vivere modestamente ma comunque bene con un budget di 500 euro al mese. Scegliere di vivere in paesi come la Grecia o la Spagna potrebbe essere ancora possibile per quanto riguarda il costo dell’abitazione, si trovano ancora affitti mensili da 250 o 300 euro al mese , il problema poi risulterà essere il costo della vita che, nonostante inferiore rispetto a quello italiano, non permetterebbe comunque di spendere meno di 700 o 800 euro al mese conducendo una vita comunque moderata. Per cui, se volete rimanere in Europa, la scelta migliore è quella di trasferirsi in luoghi come la Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria,Romania o Bulgaria e potrete affittare un appartamento per 130/150 euro al mese, utilizzare i trasporti per meno di 100 euro al mese e mangiare fuori con 2 euro (cibo da strada) o con 10 euro in un ristorante tradizionale, ossia meno della metà di quanto spendereste in un qualunque altro stato dell’Unione Europea.

In Sud America

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Oltre a Ecuador e Panama, recenti paradisi per i pensionati di moltissime parti del mondo, anche il Guatemala sembra essere una buona scelta per chi vuole vivere con 500 euro al mese. Per ottenere la residenza permanente in questo Paese è sufficiente investire piccole somme di denaro al mese (700 euro circa) oppure, se non si ha possibilità di ottenere la residenza permanente, tramite qualche mese di visto turistico potrete tranquillamente prenderci una pausa eaffittare una casa privata con molto meno di 200 euro al mese. Anche il Messico e Honduras rientrano nella lista dei paesi più economici al mondo e dove potrete trovare casa a partire da 60 euro fino a poco più di 200 euro e avrete tre camere da letto, tre bagni, servizio di pulizia, garage ed altri confort. Da evitare invece nazioni e città molto sviluppate del Sud America come Santiago del Cile, Buenos Aires o San Miguel de Allende dove, nonostante il costo della vita sia minore rispetto a quello italiano, vivere con 500 euro al mese potrebbe risultare complicato.

Andare via dall’Italia: ecco i posti migliori per trovare lavoro

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Andare via dall’Italia è possibile, ma quali sono i posti migliori per trasferirsi? In questo periodo di crisi, nel nostro Paese sono molte le persone che non hanno un lavoro. E così, sempre più giovani scelgono di andare all’estero, costruendo lì il proprio futuro. Iniziamo quindi da una delle mete più gettonate, in quanto consente di imparare l’inglese e perchè risulta ben organizzata in tutti gli ambiti: stiamo parlando della Gran Bretagna. E’ a Londra che tanti giovani, soprattutto neolaureati, scelgono di andare. I trasporti sono ottimi, la meritocrazia è garantita, ma attenzione perchè nel Regno Unito i prezzi degli affitti sono davvero molto cari. Altra meta molto gettonata sono gli Stati Uniti, che mantengono il loro fascino nonostante le condizioni siano differenti da quelle del passato. Per andare negli Stati Uniti, dovete tenere presente alcune cose inerenti i visti. Inoltre considerate che la città più cara è New York, nella quale un monolocale può arrivare a costare anche 2.500 dollari al mese.

 Non dimenticatevi inoltre dell’Australia, la quale viene scelta sempre di più come luogo in cui vivere. Le città in cui traslocare sono Bribane, Sydney, Melbourne, Perth, tutte caratterizzate da un’organizzazione molto efficiente. Per quanto riguarda il lavoro, i settori in cui è più facile trovarlo sono commercio, healthcare, informatica, costruzioni, contabilità, ingegneria, industria mineraria.

Altro luogo a cui pensare per cambiare vita, è la città di Singapore, affascinante e moderna. In essa l’attività principale è il commercio. Attenzione però a fare questa scelta, in quanto le case e i divertimenti presentano costi davvero molto alti, e potreste avere problemi nel periodo di transizione tra il vostro arrivo e l’ottenimento di un lavoro con cui sostentarvi.

ECLISSI LUNARE, QUESTA SERA…

ImmagineComincia il conto alla rovescia per l’eclissi di Luna di questa sera. Sarà una eclissi parziale, ma a rendere particolare l’evento è il fatto che accade in un notte luminosa di Luna piena e si vedrà il bordo lunare che si oscurerà appena entrerà nel cono d’ombra che la Terra proietta nello spazio. Visibile da tutta Europa, Italia compresa, l’eclissi sarà simile a quella parziale del 31 dicembre 2009, come superficie lunare oscurata. L’eclissi è parziale perché il disco della Luna non entra completamente, ma solo parzialmente, nell’ombra della Terra. La Luna entrerà nel cono di penombra della Terra già alle 20,03 ma in quel momento l’oscuramento del lembo lunare sarà impercettibile, si farà più marcato quando la Luna entrerà nel cono d’ombra della Terra alle 21,54, il culmine del fenomeno sarà alle 22,07, poi la Luna uscirà prima dal cono d’ombra (alle 22,21) e quindi dal cono di penombra a mezzanotte e undici minuti.
Molte sono le iniziative organizzate in tutta Italia per osservare lo spettacolo celeste.

X voi……

Citazione

X voi…

-Dopo un lungo e duro giorno di lavoro, mia mamma mise un piatto con salsicce e pane tostato, molto bruciato, davanti al mio papà. 
-Ricordo che stavo aspettando che lo notasse… Nonostante mio padre lo avesse notato, prese un pane tostato, sorrise a mia madre e mi chiese come era andata a scuola.
-Non ricordo cosa gli risposi, però mi ricordo il vederlo spalmare burro e marmellata sul pane tostato e mangiarlo tutto.
-Quando mi alzai da tavola, quella sera, ricordo aver sentito mia madre chiedere scusa a mio padre per il pane tostato molto bruciato. Mai dimenticherò quello che gli disse:

“Cara non preoccuparti, a volte mi piace il pane tostato un po’ bruciato.”
-Più tardi, quella sera, andai a dare il bacio della buona notte a mio padre e gli chiesi se veramente gli piaceva il pane tostato bruciato.
– Egli mi abbracciò e mi fece questa riflessione:

“la tua mamma ha avuto un giorno molto duro nel lavoro, è molto stanca, ed inoltre un pane tostato un po’ bruciato non fa male a nessuno”.
-La vita è piena di cose imperfette. Imparare ad accettare i difetti e decidere di apprezzare ognuna delle differenze degli altri, è una delle cose più importanti per creare una relazione sana e duratura.
-La comprensione e la tolleranza sono la base di ogni buona relazione.
-Sii più gentile di quanto ritieni necessario esserlo perchè tutte le persone, in questo momento, stanno lottando a qualche tipo di battaglia.
-Tutti abbiamo problemi e tutti stiamo imparando a vivere, ed è molto probabile che non ci basti una vita per imparare il necessario.

“Il viaggio verso la felicità non è diritto. Esistono curve chiamate EQUIVOCI, esistono semafori chiamati AMICI, luci di posizione chiamate FAMIGLIA, e tutto si raggiunge se hai: Una ruota di scorta chiamata DECISIONE, un potente motore chiamato COMPRENSIONE, una buona assicurazione chiamata FEDE, abbondante combustible chiamato PAZIENZA, e soprattutto un autista esperto chiamato AMORE!!!”
Lin Yutang

Chavez’s death good for Venezuela tourism?

Tourism plummeted during the Chavez years. With a wealth of natural attractions, that will change … but not too soon.

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Politicians and historians will argue ad infinitum about whether or not late Venezuelan President Hugo Chávez improved his country’s fortunes during a reign that spanned 14 years. But there’s one area that inarguably suffered: tourism.

Almost immediately upon Chávez’s assumption of power in 1999, arrivals to Venezuela dropped precipitously, reaching a nadir in 2003.

Tourism appears to have improved nominally since, but has yet to reach pre-Chávez levels, with less than half of arrivals represented by vacationers, the majority instead being comprised of business travelers, students and those visiting family, according to Trading Economics.

All of this might be understandable if the setting was some benighted dump.

But it’s confounding when discussing Venezuela, a destination that offers travelers some of the most poster-worthy natural features in the world.

Among the list of wonders is included several of the Andes mountains, more than 140,000 square miles of Amazonian rainforest, the world’s tallest waterfall (Angel Falls in Bolívar) and the longest coastline in the Caribbean.

The capital of Caracas has recently suffered from a poor reputation, but many travelers still love the city, which, at its best, is still a terrifically vibrant Latin American center pulsing with history, architecture, art, culture, music and outstanding food.

A combination of factors directly traceable to policies enacted under Chávez has put Venezuelan tourism behind that of neighbor to the west Colombia, which has been wracked by a guerilla war since the 1960s, yet is seeing arrivals to the country nearly four times that of Venezuela.

Before Venezuelan tourism can bounce back it will need to reverse nearly a decade and a half of damage. That will take time.

Venezuela’s insular monetary policies have made exchange rates cost prohibitive for most travelers to the country and devaluation of the bolívar fuerte in 2010 did little to correct what is regarded as a vastly overvalued currency.

Combine that with an inflation rate around 22 percent and onerous foreign exchange controls that make swapping out cash more like filing for a home loan, and tourists aren’t the only ones who have kept their distance.

“Multinational companies find it difficult to operate in Venezuela as they are not able to exchange local currency into more stable foreign currency like the U.S. dollar, so that they can send profits back to their home office,” says Marco Salazar, Latin America Research Analyst for market intelligence firm Euromonitor International.

The infrastructure afforded by that foreign investment is vital to tourism in a nation that has enough trouble providing goods for its own citizens, let alone international interlopers.

Need for cohesive tourism strategy

It also explains the absence in Venezuela of one pillar of any tourism strategy in particular: multi-national airlines.

Their presence in the country is limited, and likely to remain that way so long as devaluations — like the most recent one announced in February — threaten to wipe millions in value off companies’ books.

That adjustment cost Halliburton US$30 million — and they got off easy.

“Multinational companies are forced to swallow huge losses due to constant devaluations imposed by the government, as seen by Colgate-Palmolive’s announcement of a US$120 million loss as a result of the Venezuelan devaluation in 2013,” says Salazar.

And then there’s always the threat of expropriation — the seizing and nationalization of corporate assets that socked more than 1,100 companies from 2007 to 2012, according to the Venezuelan Confederation of Industries (Conindustria).

The resultant chill effect on investment has left the country woefully behind in the kinds of infrastructure, accommodations and other basic appointments needed to support a robust tourism industry.

Safety concerns

It also doesn’t help that Venezuela has one of the top five murder rates in the world, according to the U.S. Department of State.

Non-governmental organization Venezuelan Violence Observatory called 2011 the most “violent in Venezuela’s history,” with an increase in murders and kidnappings from the previous year of roughly 30 percent.

The United Nations Office on Drugs and Crime estimates that the homicide rate grew by 119 percent during the period between 1999 and 2010.

As alarming as these statistics are, the murder rate in Venezuela is still lower than that of Jamaica, which does brisk tourist business. But Jamaica welcomes outsiders, while Venezuela seems by its policies to be provoking them.

According to the State Department, since 2005 the Venezuelan government has prohibited the U.S. Transportation Security Agency from evaluating security standards of Venezuelan airports that provide direct service to the United States.

Cause for optimism?

All of these factors explain why Venezuelan tourism has stalled, but they also provide a road map to its resurrection — if the country wants it.

Despite what appears to be a reluctance to cater to foreigners, Venezuela recently began increasing efforts to attract travelers and saw a 25 percent spike in tourism in 2012 for its efforts, according to the country’s tourism minister, Alejandro Fleming.

Though fraught with obstacles, the incredible natural and cultural upside to tourism in Venezuela paints a promising portrait for travelers eager to explore a place with unspoiled beaches, snow-capped peaks and lush rainforests.

“The future after Chavez will be very difficult to predict,” says Salazar. “Venezuela is a destination that is rich in natural beauty with lots to offer visitors, but current conditions will continue to limit the tourism industry.”

Fonte: CNN

22 Aprile: Giornata della Terra

giorno della terra

Oggi si celebra, per la 43esima volta nel mondo, la Giornata della Terra. Nata il 22 aprile 1970 per sottolineare la necessità della conservazione delle risorse naturali della Terra, inaugurata dalle Nazioni Unite che, ogni anno, provano a coinvolgere il maggior numero di Paesi (al momento sono circa 175).

La celebrazione avviene esattamente un mese e due giorni dopo l’equinozio di primavera, il 22 aprile. Da semplice movimento universitario, negli anni, la Giornata si è trasformata in un avvenimento educativo ed informativo. I gruppi ecologisti lo utilizzano come occasione per valutare le problematiche del pianeta: l’inquinamento di aria, acqua e suolo, la distruzione degli ecosistemi, le migliaia di piante e specie animali che scompaiono, e l’esaurimento delle risorse non rinnovabili.

Inoltre, si insiste in soluzioni che permettano di eliminare gli effetti negativi delle attività dell’uomo. Queste soluzioni includono il riciclo dei materiali, la conservazione delle risorse naturali come il petrolio e i gas fossili, il divieto di utilizzare prodotti chimici dannosi, la cessazione della distruzione di habitat fondamentali come i boschi umidi e la protezione delle specie minacciate.

Da cinque anni, anche nel nostro Paese è nata l’associazione Earth Day Italia, organizzazione partner dell’Earth Day Network, nata con lo scopo di rafforzare e promuovere l’Earth Day e le sue finalità su tutto il territorio nazionale, favorendo lo sviluppo di progetti ed iniziative per il pianeta.